• Author:ArchEnjoy
  • Comments:1

“TACCUINO DI VIAGGIO”_I murales di Orgosolo

Se un giorno mai vi capitasse di trovarvi nella zona del Supramonte in Sardegna dovrete senz’altro trascorrere una giornata nello splendido paese di Orgosolo.

Questo piccolo centro sulla punta dei monti tra i più alti dell’isola, immerso in un paesaggio magico, gode di una vista mozzafiato e si distingue per i caratteristici murales che ricoprono molte delle case del paese.
orgosolo_10

Per comprendere l’origine di questa particolare forma artistica bisogna tornare indietro nel tempo fino agli inizi del ‘900, periodo durante il quale personaggi come Diego Rivera, Josè Clemente Orozco e Alfaro David Siqueiros iniziarono ad occupare i muri del Messico con i così detti murales. La volontà di questi artisti era quella di raggiungere un pubblico sempre più vasto, un pubblico appartenente a quelli strati sociali che non erano soliti frequentare musei. E’ proprio per tale motivo che questi precursori dei tempi scelgono per i propri lavori delle tele originali mai usate prima: le mura delle città; essi ricercano punti strategici che permettano una visibilità estrema e necessaria. I temi trattati da queste pitture murarie erano quesi sempre urla di protesta, protesta contro il governo, i soprusi e le ingiustizie, ciò che si reclamava a gran voce era libertà e giustizia per il popolo, ed è proprio per questo che tale arte aveva bisogno di essere visibile da tutti, in modo tale da creare un fermento rivoluzionario e una forza comune tale da generare la rivoluzione. Sarà solo nel 1973  che, con la rivoluzione cilena, tale forma artistica si diffonderà in europa. Molti degli artisti della contestazione furono costretti ad emigrare, cercando rifugio, nel nostro continente ed essi portarono con sé la propria arte e la propria cultura.
In Italia, ed in particolare in Sardegna, l’arte muraria trovò terreno fertile ed ad Orgosolo iniziò così la tradizione dei murales. Passeggiando tra le strette stradine è possibile leggere ed ammirare molti dipinti che raccontano storie, denunciano problematiche e richiedono a gran voce giustizia.

8297 murales-orgosolo_zoom

Il primo murales di Orgosolo risale al 1969 quando su un muro del paese venne rappresentata la cartina dell’Italia con un punto interrogativo al posto della Sardegna. Chiaramente a sfondo politico e di protesta tale murales si riferiva al totale disinteresse delle autorità nei confronti dell’isola. Tale opera è attribuita ad alcuni anarchici del gruppo “Dionisio”.
orgosolo (3)Qualche anno dopo , nel 1975, un professore di educazione artistica coinvolse i suoi alunni in un progetto per la celebrazione del trentennale della Resistenza antifascista. Tale progetto prevedeva la realizzazione di manifesti che rappresentassero l’evento e al fine di far durare nel tempo tale manifestazione i manifesti vennero trasferiti direttamente sulle mura del paese. Da quell’anno diversi alunni si cimentarono in rappresentazioni sui muri delle abitazioni al fine di abbellire il paese, non passò molto tempo che si affiancarono a questi ragazzi esponenti artistici del luogo, come Vincenzo Floris e Pasquale Buesca.

Murales De Andrè

A seguito di queste vicende Orgosolo cominciò ad attrarre artisti da tutto il mondo che ancora oggi propongono nuovi murales agli abitanti. Per partecipare e lasciare un segno su uno di questi muri è necessario chiedere solo l’autorizzazione al proprietario dell’abitazione, nessuna entità governativa interviene ad organizzare ed indirizzare questa espressione artistica; gli abitanti di Orgosolo sono gli unici con la possibilità di scegliere le sorti dei proprio muri.

Murale01

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=IS3Id3IfKYg

In poco tempo questo piccolo paese è divenuto un centro storico e artistico di interesse internazionale e ogni anno ospita molti turisti incuriositi da queste opere di protesta che tappezzano e caratterizzano questo piccolo centro inserito nello scenario meraviglioso del Supramonte sardo.

 

 

Francesca Capello