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“TACCUINO DI VIAGGIO”_ Messico_ Città del Messico

Inizia con questo primo capitolo la serie “Taccuino di viaggio” del blog di ArchEnjoy, speriamo vi piaccia! Per quanto mi riguarda, cercherò di parlare prettamente di architettura, ma sono certa che mi perdonerete se ogni tanto perderò la retta via con qualche piccolo consiglio di viaggio 😉

Inizierò a parlare del Messico partendo da Città del Messico.

Premetto che ci sono stata tre volte (sei se contiamo arrivi e partenze) ma ancora non sono riuscita a vederla tutta…è infatti uno degli agglomerati urbani più grandi al mondo, con dei contrasti tra quartieri che lasciano senza parole: o la si ama o la si odia. Da una parte il traffico e l’aria resa ancora più irrespirabile dai suoi 2400 m di altitudine (a proposito di traffico, vi lamentate di Roma a natale? Non avete idea di cosa sia il vero traffico natalizio!); dall’altra la storia, il cielo, il clima, le persone, la musica, il cibo. Insomma tutto. Non so se si è capito ma io la amo!
Un consiglio: se possibile arrivateci di notte, verrete accolti da una distesa infinita di luci…è qualcosa di incredibile! Ok basta, parliamo di architettura!A Città del Messico, precisamente nella zona del centro historico e nell’area di Xochimilco, si trovano gli unici resti dell’antica capitale atzeca Tenochtitlan, quasi completamente distrutta nel 1521 dai conquistadores guidati da Cortes, che voleva cancellare qualsiasi traccia della cultura pre-ispanica per fondare la Nuova Spagna.

Nel Centro Historico per prima cosa vi consiglio di visitare Plaza de la Constitucion, el Zocalo, una delle piazze più grandi del mondo, con il Palacio Nacional e la Catedral metropolitana. Lo zocalo è sempre affollato, con turisti, artigiani e spettacoli folcloristici con le danze degli antichi guerrieri.

zocalo

Centro Historico_zocalo

La piazza fu costruita dagli spagnoli proprio sopra i resti del centro di Tenochtitlan, e infatti non lontano da qui si trova il sito archeologico del Templo Mayor, costruito per la prima volta nel 1325 e ingrandito molte volte successivamente.

L’insieme dei siti storici, monumenti ed edifici della zona rappresenta perfettamente la storia, dalla fondazione della città atzeca, passando per la conquista spagnola, fino ad arrivare ai giorni nostri con un grattacielo degli anni cinquanta. E’ una moltitudine di stili architettonici!

templo mayor

Templo Mayor

La Catedral Metropolitana fu infatti fatta costruire da Cortes, con parti degli antichi templi esistenti. In seguito venne ampliata ed ora è la cattedrale più grande e più antica di tutta l’America Latina, con i suoi due campanili gemelli che incorniciano la facciata barocca.

Una curiosità da sapere è che molti dei palazzi del centro storico stanno lentamente sprofondando per colpa del sottosuolo spugnoso. Infatti guardando la cattedrale, si nota una certa pendenza! Per fortuna la situazione, dopo il progetto per stabilizzarne la struttura, è ora sotto controllo.

Catedral Metropolitana

Catedral Metropolitana

Il Palacio Nacional, venne invece costruito ancora più tardi, proprio sulla fortezza di Cortes (a sua volta costruita sul palazzo dell’ imperatore Montezuma), come alloggio del vicerè. Inizialmente di stile medievale, anche questo venne ampliato e prese un aspetto decisamente più barocco. Ora è la sede ufficiale del potere esecutivo; qui si possono ammirare alcuni splendidi murales di Diego Rivera (su tutto il muro della scala principale e al secondo piano) che raccontano la storia messicana.

palacio nacional

Palacio Nacional

rivera

Cortes ha proprio un bel colorito…

Diego Rivera

Diego Rivera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vicino allo zocalo c’è il parco la Alameda, uno dei più importanti della città, caratterizzato da un gran numero di monumenti e fontane, dove si trovano il Palazzo delle Belle Arti e la Torre Latinoamericana.

Casa_de_los_azulejos

Casa de los Azulejos

Lungo la strada dallo zocalo al parco, merita sicuramente una sosta la Casa de los Azulejos, è un ristorante che durante la rivoluzione ha ospitato Pancho Villa, Emiliano Zapata e le sue truppe, all’interno c’è un mural di Orozco e all’esterno è totalmente rivestito di piastrelle azzurre . Molto particolare!
 
 La costruzione del Palacio de Bellas Artes iniziò nel 1905 in stile neoclassico e liberty, ma con la rivoluzione i lavori vennero interrotti, e quando negli anni ’30 vennero ultimati gli interni seguirono lo stile dell’art decò, in marmo colorato.
L’esterno è in marmo bianco e le cupole rivestite di ceramica; all’interno ci sono vari murales di Riviera ed Orozco. Anche questo edificio è sprofondato da una parte, tanto che hanno dovuto aggiungere dei gradini per permettere l’accesso da uno degli ingressi.
 
Palacio de Bellas Artes

Palacio de Bellas Artes

La Torre latinoamericana, alta 183 metri, permette di capire, dal Mirador al 44° piano, la vastità della città… vi assicuro che non si riesce a vederne la fine! La torre, ancorata al sottosuolo con 361 piloni e una base in calcestruzzo ad una profondità di 33 metri, è il primo grattacielo del Messico, e ha resistito a parecchi terremoti.
torre-latinoamericana

Torre latinoamericana

Piccola  parentesi: se volete vedere centinaia di mariachi tutti insieme, non potete non fare un salto in Plaza Garibaldi…in bocca al lupo!
 
 
Monumento a la Indipendencia

Monumento a la Indipendencia

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Dall’Alameda parte il Paseo de la Reforma, un viale che arriva fino al bosque de Chapultepec, un grandissimo parco pubblico con innumerevoli attrazioni. Lungo questa grande strada si incontrano vari monumenti, tra cui il Monumento a la Independencia, un grande angelo dorato posizionato su un pilastro alto 45 m, simbolo della città.

 

 

Allontanandosi dal centro, il quartiere dove sicuramente vivrei in questa megalopoli è la Condesa: tranquillo durante il giorno, con rilassanti parchi, librerie, bar, ristoranti e gallerie, ma che allo stesso tempo di notte offre ai suoi abitanti innumerevoli possibilità di divertimento.

Io vi consiglio caldamente di favi un bel giro per le mezcalerie sparse per tutto il quartiere; in Messico non si può proprio fare a meno di assaggiare un bicchierino (di ogni tipo) di Mezcal 😉 Peccato che per accompagnarli vi daranno bustine di chapulines..in ogni caso c’è a chi piacciono!
Anche qui l’architettura è varia: dal neoclassico ai decisamente più moderni loft, abitati per lo più da giovani, passando per art decò e neocoloniale, ce ne sono di edifici da vedere!Andando verso sud si arriva nell’area di Xochimilco, (di cui vi ho accennato in precedenza), una laguna con una fitta rete di canali e isolotti, collegata all’antica città di Tenochtitlan con ponti pedonali, che gli atzechi coltivavano prima della conquista spagnola. Ancora oggi ci sono coltivazioni in questa zona, soprattutto di piante e fiori.
Ora è usanza comune per abitanti e turisti affittare una trajinera, un pittoresco barcone colorato con un grande tavolo nel centro e due panche ai lati, condotto da una specie di gondoliere che spinge la barca con un grande bastone; è possibile fermarsi per fare acquisti e spesso si viene affiancati da altre barche con mariachi o venditori che cucinano tamales e pannocchie direttamente sulle barche. Non assaggiate per nessun motivo il pulque!!

Xochimilco

Xochimilco

A pochi minuti dalla laguna è assolutamente da visitare il museo Dolores Olmedo Patino, una villa donata per ospitare le opere di Diego Rivera e Frida Kahlo. Nei giardini vedrete, oltre ai pavoni reali liberi di girare per tutto il cortile, degli strani cani senza pelo, di una razza preispanica che si chiama xoloitzcuintle (si, sono stata tutto un pomeriggio a ripetere xoloitzcuintle…).

Museo Dolores Olmedo Patino

Museo Dolores Olmedo Patino

xoloitzcuintle

Xoloitzcuintle

pavone

Uno dei bellissimi pavoni del museo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultima zona di cui vi parlerò è il quartiere di Coyoacan: inizialmente era vera e propria una città, collegata a Tenochtitlan come Xochimilco.. Ora Coyoacan è stata inglobata ed è la parte più antica di Città del Messico.

Il quartiere è molto caratteristico, le strette vie si alternano con viali alberati che presentano edifici coloniali e di epoca prerivoluzionaria, con molte piazze, chiese, musei e monumenti. Qui la vita è molto meno frenetica, e durante il fine settimana ci sono spesso mercatini di artigianato e di cibo, e musicisti nelle piazze più importanti.
Da non perdere è la Casa Azul, la casa storica di Frida Kahlo, ora trasformata in museo. In questo quartiere si trova anche la casa di Leon Trotskij, che inizialmente visse nella casa Azul con Frida e Diego Rivera.
 
casa azul

Casa Azul

Inoltre bellissima è anche la Casa Estudio Diego Rivera e Frida Kahlo, che si trova nel quartiere San Angel, dove visse la coppia per un certo periodo. Questa casa è molto particolare perchè è in realtà suddivisa in due abitazioni gemelle indipendenti, ma collegate tra loro da un ponte.

Casa-estudio_kahlo-rivera_2

Questo è solo un piccolo frammento di questa splendida città, ed ogni volta che si riparte c’è la convinzione di non averla visitata abbastanza.

 
…credo proprio che ci dovrò tornare…
 
 

Chiara Bellomi